Vittorio Feltri boicottato: “Da due mesi, coi pannelli solari…”, che roba è l’Italia

Vittorio Feltri
Vittorio Feltri

La situazione italiana non mi ispira sentimenti totalmente negativi. D’accordo, la politica è un casino, offre ai cittadini uno spettacolo desolante, perpetuo, non si ciarla d’altro che di pericolo fascista, tutta roba trita e ritrita che lascia il tempo che trova. Nonostante il Paese consegni di sé una immagine triste, esso si conferma capace di resistere ai propri numerosi difetti. Si dice e si ripete da anni che il problema sia la carenza di domanda di lavoro e che pertanto i giovani non abbiano chance di trovare una occupazione. E già qui si esagera in pessimismo. In realtà, il lavoro non manca, semmai mancano coloro che hanno voglia di lavorare. Non soltanto il cosiddetto terziario ristoranti, alberghi e bar – soffrono poiché non individuano manodopera, ma anche altri settori sono in crisi a causa di deficit di personale. Perfino il pubblico impiego è in difficoltà avendo organici insufficienti. In provincia di Bergamo vari Comuni sono alla ricerca disperata di impiegati. Per sistemare gli organici e renderli efficienti servono 130 persone. Sono stati organizzati molti concorsi, sempre invano: nell’ultimo i vincitori, quasi tutti i partecipanti alla selezione, sono stati 39. Roba da matti, un tempo il posto fisso era il sogno della maggioranza dei cittadini, adesso è snobbato e gli enti del Nord sono alla disperazione.

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VIGILI SNOBBATI
Un particolare curioso: oggi non c’è anima che si adatti a indossare la divisa di vigile urbano, un mestiere che suscita orrore specialmente nei giovani. Non parliamo delle fabbriche che sfornano prodotti tecnologici: la penuria di operai manda in difficoltà nera i dirigenti. I ragazzi disposti a sostenere un periodo di apprendistato sono troppo pochi e gli stabilimenti non sanno dove attingere manodopera. Tuttavia non c’è dibattito televisivo o articolo di giornale in cui non si esalti la piaga della disoccupazione, il che è addirittura ridicolo se si valutano i dati reali i quali dimostrano invece quanto sia arduo reperire sul mercato una persona pronta a imparare un mestiere. Ovvio che un uomo o una donna che non padroneggi una qualsivoglia professione abbia difficoltà a conquistarsi un posto dove guadagnarsi la pagnotta. Il cosiddetto dramma dei giovani consiste nel fatto che molti di questi non sono in grado di fare nulla, quindi si adattano a percepire il reddito di cittadinanza, soffocando ogni ambizione di successo nella vita. Per il resto, l’Italia, pur con i fenomeni poco virtuosi che la caratterizzano, non è di certo un Paese dove si campi male, anzi, al confronto perfino con le Nazioni del Nordeuropeo, le quali si vantano di essere le più civili del mondo, è un autentico paradiso non solamente per l’ambiente, le bellezze naturali, bensì pure per lo stile della moltitudine degli abitanti.

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POLITICI RESPONSABILI
D’altronde basta leggere i reportage della nostra giornalista Klara Murnau dalle terre fredde, che non sono affatto ospitali, piuttosto sono luoghi tristi dove i redditi sono bassi e le tasse alte, il clima pessimo e l’organizzazione sociale lascia alquanto a desiderare. Questa circostanza è ben documentata dalla cronista citata. La specialità degli italiani è la lagnanza senza fine che crea tensioni e rende nervosi ricchi e poveri, indifferentemente. A proposito di indigenti, l’unico consiglio che si può dare loro è di diventare benestanti, il che richiede sforzi mentali e fisici, inclinazione al combattimento nonché una forte volontà. È pur vero che il Meridione è zoppicante e impedisce alla penisola di essere omogenea, però, in questo campo, la responsabilità è di una classe politica antiquata oltre che sostanzialmente inetta. Insomma, l’Italia non funziona alla perfezione solo perché è imperfetta l’umanità, comunque non è quella latrina che viene descritta dai media e non ha nulla da invidiare ad altri Paesi ai quali, stupidamente, guardiamo con malcelata invidia. Abbiamo i nostri guai, per esempio un debito pubblico mostruoso accumulato in decenni di cattiva amministrazione, ma non dimentichiamo che anche in questo periodo disgraziato la nostra economia è migliore rispetto a quella della Germania e dell’Inghilterra.

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BOICOTTATO
Non lo affermiamo noi ma lo provano i dati statistici internazionali, quelli a cui ha fatto riferimento a Rimini Mario Draghi. Sto parlando appunto del Pil e, in generale, della crescita. Senza dubbio, le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina hanno prodotto tensioni in ogni Stato, specialmente a causa delle sanzioni inflitte a Mosca a cui Putin ha risposto centellinando il gas che normalmente ci forniva in grande quantità. Questo è un punto delicato. I nostri governanti ogni dì dichiarano che bisogna incrementare l’energia rinnovabile, eppure la nostra burocrazia – un irrimediabile cancro – in realtà la boicotta. Un esempio che mi riguarda. Ho installato due mesi orsono sul tetto di casa mia un impianto fotovoltaico. È in attesa da diverse settimane di entrare in funzione, però l’azienda elettrica di Milano, A2a, non è ancora venuta a installarmi il contatore indispensabile per far partirei pannelli. Siamo appunto al boicottaggio. Questo emblematico episodio serva da monito a chi ci amministra

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